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SOS Tuscan Wetlands

Titolo del progetto

Controllo delle specie aliene invasive per il ripristino degli habitat minacciati nelle zone umide interne della Toscana settentrionale

Obiettivi del progetto

L’obiettivo generale del progetto SOS Tuscan Wetlands è di invertire la tendenza attuale di una drastica perdita di biodiversità e naturalezza delle zone umide interne della Toscana settentrionale, risultato dell’impatto di alcune specie aliene invasive che hanno portato negli ultimi anni all’estinzione o alla elevata diminuzione di molte specie di interesse comunitario e alla scomparsa di formazioni vegetali un tempo abbondanti, quali le ninfee e le formazioni appartenenti all’habitat 3150, attualmente limitate a pochi piccoli siti.

L’obiettivo generale sarà perseguito attraverso i seguenti obiettivi specifici:

1) Eradicazione locale della nutria (Myocastor coypus) nel Lago di Sibolla e nell’area umida di Poggioni (nel SIC-ZPS “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone”); successivamente cattura rapida e rimozione periodica degli individui che si ripresentano; controllo intensivo nel Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone (mirata in particolare agli eventi di reintrusione), con possibili azzeramenti temporanei della popolazione, controllo periodico e rimozione degli individui che si ripresentano.

2) Riduzione significativa o eradicazione locale della popolazione del gambero della Louisiana (Procambarus clarkii), specie aliena e invasiva, nel Lago di Sibolla e nelle aree umide di Poggioni.

3) Mantenimento dei miglioramenti ambientali e dello stato di conservazione delle specie minacciate dalla nutria e dal gambero (es. la Moretta tabaccata Aythya nyroca, ardeidi nidificanti al suolo, anfibi ed odonati) attraverso interventi periodici economicamente sostenibili.

4) Completamento delle azioni in corso finalizzate al miglioramento della qualità delle acque del Lago di Sibolla (attraverso la fitodepurazione).

5) Ripristino nei SIC “Lago di Sibolla” e “Bosco di Chiusi – Paduletta di Ramone”, di mosaici palustri eterogenei con habitat di interesse comunitario (3150, 3160, 7150, 7210*) contrastando la proliferazione dell’Amorpha fruticosa, pianta altamente invasiva presente in larga parte delle aree umide, la quale ha rimpiazzato specie indigene, accelerando i processi di filling-up e minacciando la sopravvivenza delle specie tipiche degli habitat.

6) Ripristino ed ampliamento di habitat di foreste planiziali, molto rari in Toscana ed in tutta l’Italia peninsulare (91E0* e 91F0), e degli adiacenti boschi di Quercus pubescens (91AA*).

7) Creazione di una fascia di rispetto a protezione delle foreste planiziali (con la riduzione degli effetti al contorno) del SIC “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone”.

8) Ripristino e ampliamento di prati umidi (habitat 6420) attualmente soggetti a modifiche (a causa della proliferazione e dell’evoluzione della vegetazione) o sostituiti in passato da pioppete.

9) Realizzazione di condizioni favorevoli per specie vegetali e animali tipiche degli ambienti palustri attraverso la creazione di piccoli stagni nei boschi.

Azioni

L’azione mirata all’eradicazione locale ed al contenimento della nutria (Myocastor coypus) verrà condotta attraverso la cattura con trappole (secondo le linee guida dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) che saranno piazzate in prossimità dei corsi d’acqua e nelle aree di passaggio degli animali; l’attività sarà svolta da una squadra locale che, attraverso la formazione ed il coordinamento ad opera di specialisti, acquisirà le necessarie conoscenze e l’esperienza occorrente a garantire il mantenimento in loco di uno staff operativo autonomo che continuerà le attività di controllo dopo la conclusione del progetto.

L’azione mirata all’eradicazione locale ed al contenimento del gambero della Louisiana sarà condotta seguendo l’approccio “Integrated Pest Management” che assicurerà una maggior probabilità di successo attraverso l’utilizzo di più metodi combinati secondo l’ambito di applicazione. In particolare, saranno applicate le tecniche di controllo specificatamente sviluppate per P.clarkii; unitamente al tradizionale intrappolamento intensivo, sono incluse tecniche usate da tempo con successo per il controllo delle invasioni di insetti. L’efficacia di queste tecniche, innovative per il controllo di crostacei decapodi, sono state già testate in recenti esperimenti sul campo. La strategia sarà rivista ed adattata in funzione dei risultati del monitoraggio periodico. L’azione sarà condotta da esperti dell’Università di Firenze e da una squadra locale; quest’ultima costituirà lo staff operativo addestrato che continuerà le attività di controllo dopo la conclusione del progetto.

Il controllo di specie vegetali aliene ed invasive sarà condotto attraverso tecniche combinate, che includono il taglio ed il trattamento con erbicidi sistemici seguendo un approccio già testato in altri progetti LIFE. Le zone a sfagneta (3160) saranno recintate per impedire incursioni e danneggiamenti da parte degli ungulati (cinghiali). La rinaturalizzazione e l’ampliamento delle foreste planiziali saranno compiuti attraverso la riduzione delle pioppete e la conseguente riforestazione con specie tipiche dell’habitat. Questo avrà l’effetto di incrementare la necromassa disponibile per la fauna saprofita a beneficio dell’intero ecosistema forestale.

Il controllo intensivo della pianta aliena Robinia pseudoacacia e la piantumazione di ulteriori specie tipiche dell’habitat apporterà miglioramento ai boschi di quercia bianca (91AA*), la cui estensione sarà ampliata attraverso il taglio degli eucalipti e la messa a dimora di Quercus pubescens s.l. e altre piante tipiche dell’habitat. Lo scavo, le rimodellazioni morfologiche ed il controllo delle piante invasive apporteranno miglioramenti ai prati umidi (6420) attualmente soggetti a cambiamenti: ad esempio verrà realizzata una cateratta su un canale adiacente, allo scopo di ripristinare la preesistente umidità del suolo; una pioppeta sarà sostituita da prati umidi, attraverso il taglio degli alberi ed il controllo delle piante aliene invasive. Per favorire le specie acquatiche (sia vegetali che animali), saranno realizzate piccole zone umide nei boschi, mediante lo scavo, il rialzamento e la successiva recinzione per prevenire i danni causati dai cinghiali. Un impianto di fitodepurazione per il trattamento dei reflui di un piccolo villaggio in prossimità del Lago di Sibolla sarà realizzato costruendo un piccolo ma profondo bacino artificiale, dotato di macrofite e di tutti i tubi e le condotte necessarie.

Risultati attesi

Eradicazione locale della nutria (Myocastor coypus) nel Lago di Sibolla e nell’area umida di Poggioni (nel SIC “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone”); successivamente individuazione ed intrappolamento degli individui che si ripresentano; controllo della popolazione della nutria, con una riduzione di almeno l’80% nel Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone (la restante parte del SIC) con possibili annullamenti temporanei; successivi intrappolamenti e rimozioni periodiche degli individui che si ripresentano; riduzione progressiva della frequenza delle intrusioni.

Riduzione di almeno il 60% (nel primo anno) del gambero della Louisiana nelle aree di intervento (da misurarsi attraverso l’indice CPUE, numero di gamberi catturati per trappola per giorno); ulteriore riduzione negli anni seguenti.

Miglioramento dello stato di conservazione delle specie minacciate dalla nutria e dal gambero (es. Aythya nyroca, aironi nidificanti al suolo, anfibi, odonati).

Ripristino di circa 15 ha nei SIC “Lago di Sibolla” e “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone”, di ambienti palustri eterogenei caratterizzati dagli habitat 3150 “Laghi naturali eutrofici con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition”, 3160 “Laghi e stagni distrofici naturali “, 7150 “Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion”, 7210* “Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae”, attualmente invasi dall’aliena Amorpha fruticosa (che velocizza i fenomeni di saturazione e la loro progressiva scomparsa) e danneggiati dall’impatto della nutria e del gambero della Louisiana.

Miglioramento dello stato di conservazione di specie vegetali tipiche di questi rari ambienti (es. Aldrovanda vesiculosa), realizzazione di condizioni ideali per la reintroduzione (spontanea o indotta) di specie di interesse comunitario attualmente assenti (Caldesia parnassifolia e Marsilea quadrifolia) e di altre specie seriamente minacciate.

Riqualificazione di circa 26 ha (nell’ambito dei tre SIC) di foreste planiziali appartenenti all’habitat 91F0 “Foreste miste riparie di grandi fiumi a Quercus robur, Ulmus laevis e Ulmus minor, Fraxinus excelsior o Fraxinus angustifolia (Ulmenion minoris)” e 91E0* “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)”. Riqualificazione ed ampliamento dell’habitat 91AA* “Boschi orientali di quercia bianca” per un totale di 2 ha nel SIC “Lago di Sibolla”. Ripristino di 9,4 ha (nei tre SIC) di prati umidi appartenenti all’habitat 6420 “Praterie umide mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion”, e successivo miglioramento dello stato di conservazone di Gladiolus palustris. Incremento della popolazione del tritone crestato italiano Triturus carnifex e di altre specie associate alle aree umide attraverso la creazione di piccoli stagni nelle depressioni all’interno dei boschi. Protezione e riqualificazione di tre siti, dei quattro conosciuti, corrispondenti a circa il 50% dell’intera copertura, di sfagnete nel SIC-ZPS “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone” e creazione di condizioni ottimali per il loro ulteriore sviluppo.

Trattamento dei reflui di un villaggio in prossimità del Lago di Sibolla (15-20 abitanti) come contributo per l’incremento della qualità delle acque del lago.

Mantenimento in loco di una squadra operativa addestrata per il proseguimento del controllo di nutria e gambero della Louisiana dopo la conclusione del progetto. Incremento della popolarità degli interventi contro gli animali alieni da parte della popolazione locale, associazioni ed altri soggetti interessati, con conseguente potenziale incremento di possibilità di intraprendere altre azioni simili in futuro per combattere le specie aliene.

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